Anonimo ha chiesto: È un po' che faccio questa domanda in giro per i tumbleri, mi pare giunto il momento di porla anche a te. Al netto dei cazzinculi e degli scazzi che la vita moderna ci rifila, dei porchiddii, degli imbecilli pro-stamina e anti-vaccini e degli anon che rompono le palle, tu ti ritieni una persona felice, doc?

3nding:

unoetrino:

kon-igi:

Lui lo è stato…

anche lui…

lui pure…

lui lo stesso…

persino lui…

anche…

Ma poi che cos’è…

…la felicità?

È la somma di tutti i palloni calciati, di tutti gli abbracci ricevuti, delle lenzuola profumate di bucato nelle sere di agosto, dei nasi gelati e riscaldati al fuoco, degli amici rimasti fedeli, della prima ed unica donna della mia vita e delle due future donne che sapranno fare frutto di tutto l’amore che mi hanno dato e che spero saper restituire loro degnamente.

Ed ora 20cc di insulina per tutti.

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Adesso vado a vedere “Il Buono, Il Brutto e il Cattivo” perchè ve lo giuro c’ho “una bruschèèta nel’ochio”. 

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(Fonte: foxnewsofficial, via maewe)

brockdavis:

popcorn rain cloud #popcorn #rain #popcornraincloud

brockdavis:

popcorn rain cloud #popcorn #rain #popcornraincloud

(via soggetti-smarriti)

fuckyeahdementia:

[cyanide and happiness]

“Invitami a trascorrere la notte nella tua bocca”

—   Joyce Mansour (via hanamiblack)

(via rispostesenzadomanda)

fitblr-co-uk:

http://fitblr.co.uk/

Di recente sono arrivata alla conclusione che tutto il dibattito intorno alla pornografia si basi sull’equivoco della sineddoche (figura retorica basata su relazioni di tipo quantitativo: in questo caso nello scambio della parte per il tutto). Cosa non piace della pornografia corrente? La misoginia, i corpi innaturali, le pratiche ripetitive. Più che brutto, un film porno convenzionale è noioso e per molte donne vien meno alla sua funzione originaria, ovvero eccitare.
Comunemente lo sguardo pornografico è inteso come esclusiva declinazione al maschile del desiderio, benché in realtà questo sia più una categoria culturale che un effettivo stato delle cose (dal che deriva spontanea una domanda diretta agli uomini: ma voi vi sentite rappresentati dai porno che vedete?). Semplificando, ciò che si rigetta è solo  il modo in cui un genere viene espresso.[..]

[..]Il problema, come si diceva sopra, è strutturare un genere che dovrebbe rappresentare i desideri di tutti, in modo da parlare solo a un numero ristretto di utenti. Giunge a proposito l’iniziativa de Le Ragazze del Porno, un progetto di crowdfunding per raccogliere il budget necessario a finanziare una decina di cortometraggi che raccontino la sessualità in modi nuovi e non più deleteri per il desiderio femminile (e maschile). Mostrare il piacere femminile con serenità, rivelare corpi reali, imperfetti, talvolta invecchiati: perché il sesso è meraviglioso, eccitarsi è sano e giusto, e  solo in un sistema culturale conservatore questi fenomeni possono essere descritti come sporchi e volgari.

[..]

Molta pornografia mainstream mostra scene che si palesano come finte e costruite proprio alla luce del fatto che chi le ha concepite intendeva rivolgersi ad un generico pubblico di uomini eterosessuali. La scarsa autenticità dello scenario rappresentato viene venduta come “fantasia” ed è così che si giustifica il ruolo strumentale assegnato alle ragazze. La fantasia non è loro. Lo sguardo è maschile, come illustrano le principali tendenze nel genere pornografico chiamato POV (Point Of View).

Il mito è che le donne non consumino pornografia. Lo si intuisce dallo stupore dei ragazzi che ti sentono trattare l’argomento in una conversazione informale, dai banner pubblicitari che accompagnano la nostra navigazione attraverso siti NSFW, dal fatto che esista un imperituro silenzio stampa sulla masturbazione femminile.

[..]

A partire dalla cosiddetta Second Wave femminista, sono andati fondandosi nuovi ambiti del porno concepiti e voluti da donne interessate e diffondere rappresentazioni autentiche del piacere femminile. Le attrici, le registe e le produttrici il cui lavoro è oggi identificabile con la formula “porno femminista” sono oggi un gruppo vasto e profondamente diversificato, che risponde – come ha dichiarato la regista svedese Marit Östberg – alla necessità di “creare più immagini del desiderio e dei modi di fare sesso.”

Su Soft Revolution abbiamo parlato più volte di pornografia e di sguardi femministi su quest’ambito della cultura pop. È nostra intenzione continuare a farlo aumentando la frequenza degli articoli dedicati all’argomento, proponendovi inoltre, a partire da questo mese, recensioni di film che ci sono piaciuti e approfondimenti su registe il cui lavoro merita di essere diffuso.

Vogliamo smontare insieme a voi il mito del porno come ambito riservato agli uomini.

L’invito è questo: riappropriamocene insieme.

[..]Per anni ho taciuto il mio interesse nei confronti del porno. In prima battuta, temevo di essere giudicata malamente e presa in giro. In seguito, mi sono resa conto di non avere dimestichezza con il linguaggio utilizzato dai miei amici nel discutere l’argomento.
Per poter partecipare alle loro conversazioni entro i limiti prescritti dalle stesse, avrei dovuto guardare lo stesso porno che dichiaravano di guardare loro, ovvero quello più convenzionale, mainstream e facile da reperire. Il problema è che, pur guardando porno da parecchi anni, ho sempre evitato i canali rivolti ad ipotetici maschi eterosessuali, ovvero il mercato che ignora deliberatamente le rappresentazioni realistiche, autentiche e diversificate del piacere femminile. Questo ha fatto di me una persona apparentemente impreparata, poiché il dato per scontato è che il porno rivolto agli uomini costituisca il “porno vero e universale”, mentre quello che è stato creato dalle persone che non si sentivano rappresentate da esso, quello che ne rompe gli schemi, è “di nicchia”, “per un pubblico selezionato”, “da donne”.

[..]Le esperienze narratemi sono spesso simili tra di loro: noia e/o disgusto di fronte ad un porno mainstream qualunque, seguiti dalla scelta di passare oltre.
A me successe lo stesso, tranne che per la parte sul passare oltre. Continuando a cercare, mi imbattei in qualche frammento di porno femminista, anche se impiegai anni a capire che quello era uno dei nomi con il quale poteva essere chiamato. Fu appunto nella scoperta di questa nicchia, che in realtà è un mercato amplissimo e in continua espansione, che realizzai che esisteva del porno di mio gusto e che mi faceva sentire a mio agio, anziché alienarmi.

Esplorandolo ho maturato la convinzione che parte del mio impegno femminista debba includere la diffusione del porno meritevole e autentico, quello che, nei migliori dei casi, non si limita a dare piacere, ma può essere addirittura terapeutico per chi lo guarda. La cultura nella quale siamo immers* ci porta a vivere il sesso con forte insicurezza, e confrontarsi con la pornografia mainstream spesso non aiuta. Le ragazze che ne sono protagoniste non ci somigliano, sotto sotto sembrano non divertirsi per niente e spesso fanno sesso con uomini poco allettanti. E lo stesso discorso vale per il filone del porno lesbico che si rivolge agli uomini eterosessuali.

Così come ci battiamo per la rappresentazione autentica delle donne e delle minoranze nelle serie tv, nei romanzi YA e nelle pubblicità, allo stesso modo dovremmo avere a cuore l’ambito del porno, criticando costruttivamente quello sessista, razzista e transfobico, e dando spazio a quello realizzato nel rispetto delle persone che vi recitano e volto a rappresentare realisticamente il piacere e ogni tipo di fantasia.

http://www.softrevolutionzine.org/2014/porno-femminista/

http://www.softrevolutionzine.org/2014/porno-al-bar/

Non condivido necessariamente la parte più di missione e di crociata nella diffusione di porno femminista (che presenta delle contraddizioni intrinseche insanabili secondo me) ma condivido molte delle cose dette.

“La vita è bella, e bisogna fare in modo che chiunque possa affermarlo sulla terra.”

—   Fëdor Dostoevskij (via mariofiorerosso)

(via partisedevi-restasepuoi)

roberdo:

 

emilianobrunori:

"Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere quest’offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati in fondo."

Primo Levi, da “Se questo è un uomo”

(via anonpeggioredelmondo)

Finland celebrates homoerotic art with mustachioed stamps

Questi sono i francobolli finlandesi. Anche Malta approva le adozioni gay e noi…

“Se vedi qualcuno che cazzeggia, aiutalo!”

—   

Maestro Cho-ncazz-affa sul cazzeggio

(via hanamiblack)

La cattolica Malta approva unioni civili e adozioni per coppie dello stesso sesso

Parole sante..

animaconfusa:

La Democrazia esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi.

J. J. Rousseau

(via 3nding)